Casa di Appuntamenti a Cuneo
"L'Immigrazione una Risorsa? Certamente per la criminalità organizzata"
“Facevo massaggi rilassanti, con il nome di Elisa. In casa dapprima lavoravo da sola, poi ho chiesto a delle amiche che mi tenessero compagnia, perché avevo paura delle rapine”.
Così L.B.d.S, brasiliana, condannata questa mattina per favoreggiamento
della prostituzione a un anno e sei mesi di reclusione, con la
condizionale, ha provato a raccontare la sua attività ai Giudici del
tribunale collegiale, salvo poi ammettere che il lavoro di
“massaggiatrice” comprendeva anche rapporti sessuali a pagamento. I
fatti contestati si riferiscono ad un periodo di due-tre anni
ricompreso fino al 2008.
La donna riceveva i clienti in un appartamento del centro storico di Cuneo. Uno di quelli: “Avevo
trovato l'annuncio su un giornale e al telefono mi avevano dato
l'indirizzo. Nell'appartamento sono stato con una ragazza, credo
straniera. Prima di uscire sono passato davanti alla cucina, dove c'era
l'imputata che stava preparando da mangiare, che mi ha detto 'grazie e
arrivederci'”.
Una delle ragazze che lavoravano con “Elisa”, di nazionalità
marocchina e residente a Torino, sentita come teste, ha raccontato,
probabilmente mentendo, che nell'alloggio lei c'era finita perché la
donna le aveva promesso un lavoro come badante. In realtà avrebbe
conosciuto l'imputata grazie ad un'altra ragazza, che già si prostituiva
nell'appartamento, e che le avrebbe fornito il numero di telefono di
“Elisa”. Questa le avrebbe proposto di fare a metà dei ”guadagni”
pretendendo che i clienti pagassero almeno 100 euro ad incontro, in
cambio dell'ospitalità e dell'uso dei vari telefoni cellulari con i
quali si fissavano gli appuntamenti.
Per l'imputata il procuratore Francesca Nanni aveva chiesto che le
fossero applicate le attenuanti generiche, date dalla sua
incensuratezza, dal suo atteggiamento processuale colaborativo e per la
non più giovane età.
di Monica Bruna Tratto dal Resoconto di Targatocn.it

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