Le Vittime senza voce del Carbone di De Benedetti

ESCLUSIVA di NE PARLANO A CUNEO

"Viaggio nella Vado Ligure straziata dalla centrale a carbone di Proprietà della Tessera n°1 del PD, Carlo De Benedetti"

Ne Parlano a Cuneo da voce agli abitanti di Vado, vi raccontiamo un dramma di cui nessuno pare voler parlare....

"Era il 1985, e Carlo De Benedetti acquisì in saldo il gruppo Sme dall'Iri prodiana in fase di privatizzazioni. L'operazione poi saltò, ma è un'altra storia. Nel 2002 è andata molto meglio all'Ingegnere con la liberalizzazione dell'energiaPerché è così che l'editore di Repubblica e l'Espresso ha consolidato la presenza nel settore: comprando alcuni impianti dall'Enel (cioè dal Tesoro) in base alle «lenzuolate» del ministro Pier Luigi Bersani. Tra queste centrali c'era quella di Vado Ligure, contestatissima perché alimentata a carbone. Come l'acciaieria Ilva di Taranto. Secondo i periti della procura della Repubblica di Savona, la centrale di Vado inquina e uccide. Le indagini procedono con grande prudenza senza i clamorosi provvedimenti di Taranto.
Amicizie e buone coperture accompagnano il tesserato numero 1 del Partito democratico in questa avventura imprenditoriale. A partire dai sindacati, preoccupati per i posti di lavoro. Legambiente ha il 10 per cento di Sorgenia MenoWatt, società della galassia debenedettiana. E poi gli enti locali: mentre le altre due centrali termoelettriche a carbone liguri (a Genova e La Spezia) faticano a ottenere permessi per ampliamenti e ristrutturazioni, quella di Vado ha avuto i via libera richiesti. Dei quattro gruppi produttivi, i due che vanno a carbone non sono ancora stati riconvertiti. Tirreno Power, società proprietaria dell'impianto (De Benedetti ne controlla il 50 per cento), promette interventi per abbattere le emissioni delle due ciminiere.
Oggi Tirreno Power è attenta a non coinvolgere De Benedetti nella propria attività. Ogni volta che si cita l'impianto di Vado e le indagini della magistratura savonese, piovono le precisazioni: l'Ingegnere è un semplice azionista di minoranza attraverso la società Sorgenia (gruppo Cir). Non andò così nel 2002, ai tempi dell'acquisizione dall'Enel. «Interpower al gruppo Cir», titolava Repubblica attribuendo il successo alla «cordata messa a punto dalla Cir» e in particolare «ai rapporti personali tra Carlo De Benedetti e Gerard Mestrallet, numero uno della Suez».
Come andarono le cose? Per liberalizzare il mercato dell'energia, Bersani impose a Enel di non produrre più del 50 per cento dell'elettricità italiana. La società guidata da Piero Gnudi mise dunque sul mercato una capacità pari a 15 gigawatt divisa in tre Genco (Generation company). La Genco 1 chiamata Eurogen (7 gw) andò a Edipower e la seconda, Elettrogen, agli spagnoli di Endesa (5,5 gw). Alla gara per la terza Genco, Interpower (2,611 gw), furono presentate 19 manifestazioni di interesse da ogni parte del mondo ridotte a quattro offerte non vincolanti. Ma al dunque, giunse una sola offerta vincolante: quella della cordata Cir.
L'Enel voleva un miliardo di euro, valore calcolato dall'advisor Mediobanca. De Benedetti offrì poco più di 800 milioni. Enel e governo (allora guidato da Silvio Berlusconi) chiesero un rilancio. I tempi giocavano a favore dell'Ingegnere, perché il decreto Bersani imponeva alla cessione una scadenza che si avvicinava. Enel avrebbe potuto azzerare la gara e chiedere un altro anno di tempo, come previsto in caso di offerta considerata non congrua. Ma Antitrust e Authority dell'energia non erano favorevoli. Alla fine il prezzo fu di 874 milioni, compresi 323 di debiti accollati. La cifra corrisponde a circa 336 milioni di euro per gigawatt. Enel incassò complessivamente 8,3 miliardi dalla cessione di 15 gw: all'incirca 550 milioni per gw. Significa che, per rilevare la Genco 3, De Benedetti ha sborsato in proporzione molto meno delle cordate per Genco 1 e 2.
L'Ingegnere agiva attraverso la società Energia, di cui controllava il 74 per cento. I suoi partner nell'operazione furono Acea, municipalizzata del comune di Roma (allora il sindaco era Walter Veltroni) e i belgi di Electrabel (gruppo Suez), vecchi avversari quando l'Ingegnere tentò la scalata alla Société Générale de Belgique: Mestrallet ne era il presidente. Ma i due nel frattempo erano diventati buoni amici grazie alla comune frequentazione dell'Ert (European round table), associazione che riunisce i maggiori manager europei."
Partiamo da questa doverosa premessa, riportata testualmente dal quotidiano Il Giornale , per mostrarvi l'inchiesta che Ne Parlano a Cuneo ha voluto fare a proposito del caso poco noto delle Ciminiere di Vado Ligure (SV).
Tutti noi della Granda, quando vogliamo andare al mare, la prima immagine che vediamo arrivando dall'Autostrada Torino-Savona in prossimità della nostra meta è l'eco-mostro delle fumanti ciminiere della Tirreno Power . La grande centrale a carbone, non solo deturpa il panorama sull'azzurro mare che tanto vorremmo goderci, ma secondo la magistratura, inquina pure e non poco. Non ci sono più api a Savona. A stento ci crescono i licheni e le piogge acide ammazzano gli alberi. Ma soprattutto la gente, a Savona, muore più che in altri posti. Via Diaz, via Griffi, via Pertinace - nei comuni di Vado Ligure e Quiliano - sono dei cimiteri. «Ci sono malattie che si verificano in 2-3 casi ogni 300 mila abitanti e qui ne trovi due, tre, nello stesso palazzo». Dati angoscianti spiegati da Paolo Franceschi, medico pneumologo all'ospedale di Savona, referente scientifico della commissione salute e ambiente dell’ordine dei medici provinciale e membro dell’associazione internazionale dei medici per l’ambiente. Franceschi è di Quiliano che, con la vicina Vado, è occupata da una quarantina d’anni da una gigantesca centrale a carbone che occupa l’aria e il paesaggio. Ha 49 anni e faceva le elementari mentre costruivano la centrale dove prima c’erano orti e vi cresceva l’albicocca tipica, quella di Valleggia. 8 mila abitanti Vado e altrettanti Quiliano ma la zona industriale su cui la centrale ha le ricadute è abitata da 75 mila persone. La centrale è proprio nel centro abitato: la gente vive, lavora, va a scuola tra frastuono e fumi e polveri. E s’ammala e crepa. Quando fu costruita i due paesi vennero “compensati” uno con un palazzetto dello sport, l’altro con uno stadio. Ma, i 550 addetti originari si sono ridotti a 250 dopo la privatizzazione dell’Enel. Ci lavora meno gente di quanta ne ammazza. Produce già molta più energia di quanta ne serva alla provincia ma ora i padroni privati la vorrebbero ampliare. La Tirreno Power preme da un paio d’anni almeno. Tirreno power, 100 milioni di utili netti l’anno, è controllata da Cir Sorgenia che, a sua volta fa capo alla holding di De Benedetti. Essendo lui tessera n° 1 del PD, a differenza di Emilio Riva, è intoccabile da parte della magistratura. Le indagini sulla Tirreno Power iniziano, nell'ombra proseguono, ma poi non arrivano a nulla, nessuno ne parla, come se le vittime dei loschi traffici dei tesserati del Partito Democratico valessero di meno delle altre. Eppure a Savona si muore, la centrale produce l’80% delle polveri sottili primarie e secondarie dell’area, il 65% degli ossidi di azoto e il 91% degli ossidi di zolfo, quelli delle piogge acide. E poi c’è il 90% delle emissioni di mercurio: le cozze di Vado hanno più veleni e metalli pesanti dei loro simili in tutte le altre province liguri. Le morti per tumore (a polmoni, vescica e laringe) sono un terzo del totale,  c’è poi il record di bambini asmatici e allergici, di morti per infarto, ictus, emorragie cerebrali, ischemie. E molte volte nelle cartelle cliniche le morti per cancro diventano blocchi respiratori. Eppure, nessuno ne parla... Sindacati, Ambientalisti, Regione, Provincia, Giornali... Tutti zitti, forse perchè servi dello stesso Padrone?
Noi di Ne Parlano a Cuneo, siamo però certi che qualcuno che vuole parlare c'è, per questo siamo andati a Vado, abbiamo fatto un giro tra la gente "normale" e abbiamo raccolto le seguenti interviste:
Marisa, 45 anni, mamma di due bambini ci dice "Ho un bambino di 10 anni malato di tumore alla laringe, mio marito che lavora alla Tirreno, arriva la sera che malapena riesce a respirare... Nel mio palazzo, su 10 famiglie, 4 hanno malati di tumore... Non vi è nucleo famigliare che non abbia malati in casa... secondo voi è normale?"
Gianni, 83 anni, ha visto nascere le due ciminiere ma anche la gente morire poco dopo "Ci avevano detto che la centrale avrebbe portato ricchezza... ci hanno risarciti con un campo sportivo e 500 posti di lavoro... in poco tempo le nostre case hanno perso valore, Vado è diventata la discarica della provincia, la pecora nera che nessuno vuole... chi ha potuto se ne andato molto tempo fa... chi è rimasto... ha visto intorno a se solo morte e dolore..."
Marcella, 25 anni, infermiera. Vive ogni giorno il dramma dei malati "Sicuramente il numero dei malati di tumore, ma sopratutto di malattie cardio-respiratorie  è di gran lunga al di sopra della media Nazionale... Abbiamo firmato il protocollo di Kyoto, proprio perchè si è scoperto già decenni fa che il carbone uccide... ma qui ancora produciamo energia come nei paesi del terzo mondo..."
Massimo, 30 anni, da poco sposato, pensa a fuggire lontano, ma per ora è costretto a vivere a due passi dalle ciminiere "E' brutto... avere una casa con vista mare, ma vedere solo il fumo nero del carbone... Guardate le case... Non ne troverete nessuna bianca o pulita... Sono tutte sporche di fuliggine... Guardate il cielo... sempre grigio... ma non è brutto tempo è la centrale che emette i suoi scarichi nell'aria... Sogno ogni giorno di lasciare questo posto... purtroppo il lavoro è qui e sarà difficile trovare altro... mia moglie è incinta... non voglio che mia figlia cresca in questo posto...
Testimonianze di gente comune. Tutti concordi su di un punto ben chiaro: la Tirreno Power inquina e uccide. Vorremmo capire, come mai, in questo caso nessuno dice nulla, il mondo dei sempre indignati media ambientalisti tace, mentre cittadini italiani muoiono, nessuno ha il coraggio di aprire bocca... Perchè? Non vogliamo pensare che davvero, come dice il Giornale, la mano lunga di De Benedetti riesca a zittire tutti coloro che dovrebbero fare qualcosa, non vogliamo credere che mentre dei nostri concittadini muoiono ci sia qualcuno che pur sapendo fa finta nulla e si gira dall'altra parte... 
Vorremmo con tutto il cuore, che chi di dovere intervenga subito. Questa centrale va fermata, questo genocidio di innocenti deve finire e chi ha sbagliato deve pagare, anche se si chiama Carlo De Benedetti.

di Luisa Rozio - Inviata per Ne Parlano a Cuneo


Commenti

  1. Queste persone vittime di una democrazia fallimentare che guarda più al profitto che non all'onestà e all'essere umano.
    De Benedetti è un massone e come tale se ne frega della gente comune... Per Berlusconi 4 anni per un reato "presunto" per Carletto un risarcimento per migliaia di vittime... che bella Italia!

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