L'altra faccia dell'Indignazione

"Si indigna la politica buonista per i controlli sanitari ricevuti dai Clandestini a Lampedusa, ma nessuno si preoccupa quando ad essere umiliati e maltrattati sono i cittadini italiani normali"

UNA STORIA SCIOCCANTE - di Luisa Rozio

Piange la politica dei salotti radical chic, si indigna il mondo degli alti papaveri buonisti e accondiscendenti, si alza il grido allo scandalo condito dalle solite infauste minacce dell'Unione parassitaria Europea. Tutto perchè a Lampedusa si cerca di evitare il diffondersi di malattie terzomondiste che i cari  "migranti" portano come regalo alla nostra terra invasa, violentata e mortificata. Ancora una volta il potere che conta con il solito aiutino dei media servili, ci dipinge il Clandestino come un'anima pia da aiutare, mentre l'italiano è il solito becero razzista che maltratta i poveretti e li costringe a condizioni disumane. Peccato che tale aria d'indignazione non si scatena mai quando ad essere vittima inerme dell'arrogante straniero è un cittadino o una cittadina italiana. In quel caso i media tacciono, la politica finge di non sentire ed il grido di dolore si spegne nell'anima di chi subisce.. Noi della Zanzara del Web, come di consueto, andiamo contro corrente, mentre tutti si stracciano le vesti per gli immigrati, qui diamo voce a chi questa invasione l'ha pagata sulla sua pelle.. Vi raccontiamo la drammatica storia di Elisa..

"Camminavo per la strada, la solita strada che ogni sera percorrevo dopo il lavoro. Circa 400 metri a piedi, poi il parcheggio e la macchina.. Non è mai stato un quartiere malfamato quello.. ma da un po' di tempo, le frequentazioni di stranieri hanno degradato ed isolato la zona.. Dove un tempo giocavano i bambini adesso si vedono gruppi di Africani che si ubriacano, sulle panchine dove riposavano i nonni adesso bivaccano i giovani disoccupati dell'Est e dove si appartavano le giovani coppiette adesso si nascondono gli spacciatori in attesa del mercato con i loro amici tossici.. Purtroppo il lavoro, noi italiani dobbiamo sudarcelo, non potevo certo rinunciarci perchè qualche clandestino rendeva pericolosa la via che mi conduceva al riparo della mia umile casa.. Con il cuore in gola camminavo, ogni sera, come una maratoneta per scappare da quella zona degradata.. Tutto bene infondo, io non li guardo ma li sento che mi osservano con quei loro occhi senz'anima, con quelle facce da criminali, con quei cupi sguardi da assassini spietati.. Quei pochi minuti duravano un'eternità.. la paura era tanta.."

Storie quotidiane di ordinaria integrazione, la paura di una giovane ragazza Italia, la vigliaccheria della società multirazziale.. Purtroppo però, come spesso accade, i brutti pensieri diventano una terribile realtà...

"Camminavo a testa bassa, come ogni sera.. ma questa volta qualcuno ha deciso di violare la mia libertà.. Una mano mi strattona il braccio, con forza inaudita, un'altra mi copre la bocca e soffoca in un'istante il mio disperato grido d'aiuto.. In pochi attimi mi ritrovo a terra, nel buio di quella casetta che da bambina era stata simbolo dei miei giochi più spensierati, davanti a me due uomini, l'accento Nord Africano, lo sguardo assente ed assetato di sangue.. Con grande esperienza e rapidità mi stracciano la camicetta e con l'aiuto di un coltello mi aprono i pantaloni.. nell'ombra arrivano anche due Negri incuriositi dallo squallido spettacolo, osservano e ridono beffardi.. Sul mio viso cola misto alle lacrime di paura e dolore la loro sporca saliva frutto di continui sputi a cui mi sottopongono come estremo gesto di disprezzo e sottomissione.. uno di loro abusa di me, senza alcuna precauzione violenta la mia intimità, gli altri si masturbano attorno a noi.. poi a turno approfittano del mio corpo ormai inerme.. mi schiaffeggiano, mi insultano, mi deridono.. in pochi minuti mi hanno portato via l'anima e la dignità.. mi lasciano dolorante a terra, in una pozza di umana crudeltà e bestiale liquido organico.. Non ho neppure la forza di chiedere aiuto.. mi alzo semi nuda e umiliata come non mai.. vado a casa.. sotto la doccia provo con tutta me stessa a sciacquare via il ricordo di quella drammatica esperienza.. ma seppur le ferite si saranno prima o dopo ampiamente rimarginate, la mia anima non guarirà invece mai più.."

Non ci sono parole per descrivere il volto, gli occhi e le emozioni che questa straordinaria ragazza trasmette durante questo suo tragico racconto.. La sua esperienza con l'immigrazione non è certo positiva, quelli che la politica chiama "migranti" per lei sono degli orchi senza cuore che le hanno strappato via la dignità ma sopratutto l'anima. Quei quattro criminali oggi sono ancora in giro, magari hanno stuprato altre giovani ragazze italiane che in questo momento nel silenzio e nella paura stanno ripensando a quei tragici momenti nella remota speranza di dimenticare..

"Da quel giorno la vita non è stata più la stessa. Ho lasciato quel lavoro, ho lasciato la mia Milano e mi sono trasferita in una cittadina di Provincia, ho paura ad uscire da sola, non riesco ancora ad avere rapporti seri con l'altro sesso, non mi fido della gente. Ogni volta che vedo un Negro o un Nord Africano vado nel panico, non riesco a muovermi, respiro a fatica, nei miei occhi quei momenti sono ancora purtroppo ben presenti e ben lucidi.. Questa è la prima volta che racconto ciò che è accaduto ad una persona che non sia la mia psicologa.. spero che anche questo mi possa aiutare a tornare alla mia vita.. dimenticare sarà impossibile, non chiedetemi di perdonare perchè non lo farei mai, non chiedetemi di avere pietà per quei Clandestini che ogni giorno sbarcano sulle coste di questo paese, non potrei mai averne, anche perchè quegli stessi esseri spregevoli non ne hanno avuta nei miei confronti.. Ho paura, temo che quello che è successo possa accadere ancora.. Ma devo continuare a vivere.. me lo merito.. infondo non ho colpe.."

Certamente Elisa non ha colpe, lei come le migliaia di ragazze e donne italiane che ogni giorno pagano sulla loro pelle il prezzo vergognoso della società multiculturale. La colpa è più in alto, è tutta nelle scelte scellerate di una classe dirigente indegna che libera i criminaliaccoglie i clandestini e non fa nulla per difendere i propri cittadini.. Nel giorno in cui l'Italia buonista si indigna perchè qualcuno ha cercato di evitare il diffondersi di terribili malattie contagiose che pensavamo di aver debellato dall'Italia centinaia di anni fa, noi siamo vicini a tutte le vittime di questa assurda invasione incontrollata. Siamo e saremo sempre dalla parte degli italiani, per noi loro vengono e verranno sempre prima. La speranza è che questa  storia possa fare da monito ed essere d'aiuto per tutte quelle persone che troppo spesso, nel silenzio, pagano il prezzo altissimo di questa schifezza inaudita. 



di Luisa Rozio

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