"Migranti" sequestrano per ore Famiglia Italiana

"Il drammatico racconto di una Famiglia di Rimini, eterni momenti di paura in mano ad una banda di criminali Albanesi, una rapina che poteva finire in tragedia. Adesso si attendono le scuse della Boldrini"

Le storie vere de "La Zanzara del Web" - di Matilde Borromeo

C'è ancora chi la chiama Integrazione, chi parla di società multirazziale, di "Migranti" da accogliere e mantere. Ma poi guardiamo in faccia la cruda realtà e ci accorgiamo che il mondo in cui viviamo è diametralmente opposto a quello che ci descrivono certi pseudo politicanti. 

"Lavoriamo 12 ore al giorno, praticamente sette giorni su sette. Paghiamo le tasse, salatissime, cerchiamo di risparmiare qualcosina per i nostri figli, per dare loro un futuro dignitoso e magari meno faticoso del nostro presente"

A parlare è un uomo italiano, un piccolo imprenditore che da lavoro ad una decina di persone. Una vita di sacrifici la sua, sempre con la schiena dritta, nel rispetto di leggi anche assurde ma comunque sempre da seguire. Nonostante la crisi globale, nonostante la burocrazia e le tasse assurde, tiene in vita una piccola azienda che è il suo orgoglio più grande. Grande dignità trapela dai suoi occhi scavati, grande coraggio e senso civico nelle sue parole e nei suoi modi. Tanta è però la paura, perchè ciò che ha vissuto, non si augura a nessuno.

"Ho letto sul giornale della famiglia di Rimini sequestrata dalla banda di immigrati (VEDI ARTICOLO) e subito mi è tornata alla mente la mia drammatica esperienza. Era un lunedì sera come tanti, io e mio figlio eravamo appena tornati dalla lunga giornata in Azienda, mia moglie cucinava la cena, la mia bambina più piccoli guardava un cartone alla TV. Nulla lasciava presagire ciò che da li a poco sarebbe successo. Uscito dalla doccia, sento un urlo provenire dal piano di sotto, mi precipito in cucina, pensando ad un'incidente domestico. Appena sceso però, l'inimmaginabile. Mia moglie in ginocchio, bendata, con le mani legate dietro la schiena ai piedi di un uomo con il passamontagna armato di pistola. I miei figli legati sul divano, controllati a vista da altri due delinquenti, un quarto uomo è invece davanti a me, mi punta la pistola sulla fronte, con un'italiano stentato, figlio di un'origine dell'est Europa, mi dice che adesso devo svuotare la cassa forte, altrimenti per i miei cari sarebbe stata la fine.."

Una lacrima scava il viso del nostro amico, un singhiozzo spezza la sua voce roca, il ricordo di quella tragica serata è ancora vivo, l'immagine di quei nuovi italiani tanto amati da qualche beota incredibilmente ignorante, di cui lui invece ha conosciuto il vero volto, è ancora una volta ritornata come una pugnalata al cuore, sconvolgendo una vita che non riesce a trovare la pace perduta in un lunedì di fine estate.

"Pensavo a mia moglie, a mia Figlia, mio Figlio.. Non capivo nulla. Ho provato a spiegare  che non vi era alcuna cassaforte. Ho provato a dire che la crisi ci ha portato via tutto, che non abbiamo nulla. Ho provato a calmarli, ho supplicato di lasciarci in pace.. ma non ci sentivano, i portatori d'odio giunti dall'est, non volevano sentire ragioni. Consapevoli di non avere nulla da perdere, hanno iniziato a minacciarmi, spaventarmi ed infine, visto che davvero non potevamo dare loro quello che cercavano, hanno pensato comunque di lasciare un segno del loro passaggio.. Ho ricevuto una botta in testa che mi ha tramortito, mi hanno legato ad una sedia e costretto a guardare uno spettacolo raccapricciante. Uno di loro ha strappato i vestiti di mia moglie, io legato, lei nuda ed inerme nelle mani di quei "migranti" senza scrupoli. L'hanno stuprata a turno, costringendo me e i miei figli a guardare la scena straziante. Ho provato a liberami, a difenderla, ma non potevo fare nulla. Uno di loro voleva fare lo stesso con la mia bambina di dieci anni, ma il buon Dio ha fatto in modo che almeno quel corpo puro non venisse toccato. Ho ancora negli occhi la scena, l'immagine finale. Mia moglie nuda, bendata e legata a terra, ricoperta dei liquidi di quei quattro criminali immigrati, umiliata, derubata della sua intimità e della sua dignità. Non mi do pace.. non ho saputo difenderla..."

Come nostra consuetudine, abbiamo riportato letteralmente ogni singola parola uscita dalla bocca di questo povero italiano che ha subito sulla sua pelle, l'immigrazione ed il suo vero volto. Senza censure abbiamo raccontato questa sua storia, drammatica, scioccante, ma terribilmente reale. E' il nostro compito, arduo, infame ma fondamentale. Il popolo italiano deve sapere chi si sta mettendo in casa. Ogni giorno sbarcano centinaia di potenziali delinquenti, condannati nei loro paesi per i crimini più ignobili, vengono accolti nella nostra Italia come fossero dei salvatori della Patria. Ogni giorno paghiamo 45€ per ognuno di questi individui, rinunciando alla nostra sicurezza e sopratutto alla nostra identità. Ormai neppure nelle nostre case possiamo stare sereni, il pericolo è ovunque e può colpirci quando meno ce lo aspettiamo. La politica non fa nulla. Vogliono questo disagio sociale.
La storia che vi abbiamo raccontato, serva come monito, al posto di questa famiglia, potrebbe esserci un giorno non troppo lontano, ognuno di voi...

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